Questo report vuole essere una ramanzina
per chi ieri non ci stava. Da leggersi preferibilmente con "Go
girl crazy" di sottofondo. Ora, se la giustificazione alla vostra
diserzione rientra in questa lista, vuol dire, oh miei carissimi assenti,
che siete riusciti a perdervi per futili motivi uno dei migliori concerti
rockarolla della storia di Roma. Perchè diciamoci la verità,
noi musicofili ci siamo stufati delle reunion arraffasoldi dominate
da vecchie cariatidi incartapecorite anche se si chiamano Police o
Misfits.Ma allo stesso tempo non possiamo sopportare queste nuove
leve di gruppi minorenni che suonano musica orribile senza conoscere
i loro predecessori se non qualche band americana fighetta e che oltretutto
guadagnano più di chi si è spaccato il culo per 15 anni
suonando nei posti d'Italia e d'Europa. E allora affanculo le mode,
affanculo suonare per essere fighi e viva gli Steelfingers. Ora, che
suonino benissimo, che le canzoni siano TUTTE delle cannonate iper-ballabili
e super-orecchiabili, che il cantante abbia una voce che se dico stupenda
la sto sminuendo, mi interessa anche poco...le band che suonano bene
e fanno delle belle canzoni esistono ancora (grazie a Dio o chi per
lui). Però la cosa che ti sbattono in faccia gli Steelfingers
è che loro suonano solo per devozione nei confronti di nostra
Signora Rockarolla, niente pose, nessuna presunzione di voler fare
carriera col gruppo e quando suonano tu ascoltatore non rimani passivo
di fronte a questo spettacolo. Balli, come ha ballato tutta la sala
compresi i presenti per caso (i famigerati casaccius). Gli Steelfingers
il palco se lo mangiano, con la stessa voracità degli Who.
Gli Steelfingers il palco lo dominano con la stessa virilità
di Iggy Pop, ma soprattutto Guido è l'unico chitarrista a Roma
che riesce a saltare mentre suona ed atterrare in ginocchio perfettamente
a tempo con la musica. Atterrare fuori tempo si sa fa piangere nostra
Signora Rockarolla. I giovini d'oggi imparerebbero molto da questo
gruppo. Imparerebbero per esempio che se all'ultimo accordo del penultimo
pezzo fai partire il riff iniziale di "Who will save rock'n'roll"
dei Dictators", la delegazione HC durante l'assolo finale non
potrà esimersi dal prendere di peso il chitarrista e fargli
fare crowd surfing sulle teste di tutti i ballerini presenti in sala
(tra i quali anche il sindaco di Roma HC e quando balla lui vuol dire
che il gruppo vale sul serio). Poi chi se ne frega di non sapere le
parole della canzone, "asganaguwèi ailucchindescài
who will save rock'n'roll" vanno bene pure queste (l'importante
è cantare qualcosa sotto il palco). Fino ad ora è il
gruppo romano più divertente che abbia mai visto, perchè
nostra Signora Rockarolla, più bella di una Madonna, piace
a tutti e gli Steelfingers riescono ad incarnare l'attitudine al divertimento,
anzi alla festa come la chiamava Lester Bangs, che sta alla base di
questa musica.
Andrea Di Fabio
per www.musicaroma.it